Metodologia di verifica soggettiva siti web accessibili
Verifica soggettiva
3.2 – La Metodologia
La metodologia di progettazione dei siti Web centrata sull’utente prevede le fasi iterative di:
- Definizione degli obiettivi del prodotto Web;
- Analisi del contesto d’uso;
- Definizione delle specifiche;
- Elaborazione di un primo prototipo (mockup);
- Sperimentazione e valutazione di soluzioni alternative (punto di iterazione);
- Adozione della soluzione;
- Sviluppo del prodotto Web;
- Valutazione sperimentale (punto di iterazione);
- Eventuali correzioni;
- Rilascio del prodotto Web;
- Valutazione con l’utente nel contesto d’uso (punto di iterazione);
- Eventuali correzioni ed indicazioni per l’aggiornamento;
- Monitoraggio (punto di iterazione).
Questa metodologia si fonda su quattro principali condizioni:
- la costituzione di un gruppo rappresentativo di utenti o panel:
nel panel devono essere presenti utenti con diversi tipi di disabilità e anche i diversi ruoli e scopi per cui un utente ha interesse ad entrare nel sito - la costruzione di scenari d’uso:
definire contesti, scopi, e modi di interazione con il sito. E’ sulla base di questi scenari che il sito viene immaginato, progettato, valutato e continuamente aggiornato e migliorato - la progettazione evolutiva:
il sito va sottoposto a valutazione da parte del panel sulla base di più scenari complessi. La valutazione è finalizzata alla definizione dei nuovi requisiti e delle nuove finalità. La definizione delle nuove finalità va condotta in modo iterativo attraverso la produzione di prototipi anche a bassa fedeltà, ma che consentono di valutare le soluzioni, individuare vincoli e stabilire la fattibilità. Il confronto continuo con il panel consente una valutazione in progress delle soluzioni e anticipa la valutazione finale del progetto. Infine il panel diventa un osservatorio dell’uso del sito finalizzato all’aggiornamento e al miglioramento continuo - il monitoraggio:
poiché, come già ricordato, è importante assicurarsi che il sito non rimanga identico a se stesso nei contenuti per troppo tempo, è necessaria una azione continua di monitoraggio per il costante miglioramento in funzione della dinamica dei bisogni e degli interessi.
La costituzione del panel è quindi l’elemento centrale della metodologia perché:
- garantisce il livello di realismo, ma anche di consenso e comunicazione sul progetto. Potrebbe avere, da questo punto di vista, due dimensioni di rappresentatività: disabilità e categorie professionali;
- produce dati e idee e consente di prendere decisioni empiricamente fondate. Da quest’ultimo punto di vista il panel è un luogo di sperimentazione delle opportunità, ma anche dei vincoli delle tecnologie dedicate di accesso e di interazione.
